quanto manca?!?!

venerdì 10 agosto 2012

Capitolo 2


Ecco la mia parte di storia. la prossima che dovrà continuare sarà: Sonia e le parole che dovrà usare sono: Piramidi, cartolina, taccuino, fantasia e happy meal. Buon divertimento Sonia passo a te il calamaio pieno d'inchiostro e la piuma.

 
Era arrivato il giorno seguente. Era il giorno che aspettavo da tutta la vita. Il mio sogno stava per avverarsi. Il mio appuntamento con Alice si avvicinava sempre di più.
Ero elettrizzato, non sapevo come avrei dovuto comportarmi. Mi vestii perché mia madre mi chiese di andare a comprare il latte, così ne approfittai per fare una sosta dal fioraio sotto casa e ordinai un mazzo dei fiori più belli che potessero esistere. Poi camminai a lungo per distrarmi da quello che mi stava succedendo.
Tornai a casa giusto in tempo per il pranzo e proprio mentre prendevo il caffè mi resi conto che il tempo stava passando velocemente e che mancava poco. Inizio a prepararmi, mi faccio una doccia veloce perché non voglio perdere tempo a rilassarmi, prendo la camicia ancora piegata con cura dallo scatolo, infilo i pantaloni che Alice non ha mai visto, voglio essere nuovo per lei non una persona che ha sempre visto, le scarpe, non ho scarpe nuove, ma non trovo nemmeno le vecchie “dove cavolo sono finite”. Alla fine le trovo, buttate giù dal balcone.
Sono pronto scendo, passo dal fioraio, ritiro i fiori e mi dirigo al ristorante. Tutto sembra andare nel senso giusto, fino a quando lei non tira in ballo il discorso del viaggio. Lei tra due giorni soltanto prenderà il primo volo per Ginevra. E io cos’avevo da raccontare. Beh mi rendo conto che quello era il momento giusto per tirare in ballo il mio provino. Il viaggio che molto probabilmente avrei intrapreso tra una settimana, e proprio in quel momento squilla il mio cellulare. Il mio primo pensiero è stato “chi cazzo sta disturbando il mio appuntamento con Alice”, ma poi quel nome sul display mi fece risollevare.
Era Vanessa, rispondo, mi conferma che tra una settimane sarei partito per Bangladesh con un gruppo di altri 4 ragazzi.
Quando torno a sedermi e racconto tutto ad Alice lei si alza mi abbraccia ed è evidente che è felice per me. Quando mi lascia andare e si mette a sedere al suo posto mi mostra un sorriso a 32 denti, mi sembrava un po’ la lunga Muraglia Cinese, ma era bellissima.
Il nostro appuntamento continua con una lunga passeggiata fino a mezzanotte quando lei interrompe la magia dicendo che il mattino seguente sarebbe dovuta alzarsi presto per le ultime commissioni prima di partire. L’accompagnai fin sotto il portone, mi sentivo un po’ il suo fidanzato, e proprio per questo, senza pensarci due volte, la baciai. Fu bellissimo tutto intorno a me si fermò.
Tornai a casa, mi misi a letto e sulle mie labbra avevo ancora il suo sapore. Non era andato via con il dentifricio oppure avevo fatto attenzione perché non volevo che andasse via. Il giorno seguente mi resi conto che tutto era stato vero e che adesso tutto stava finendo.

Lei partì e tutto quello che mi rimase di lei fu il nostro primo appuntamento e il nostro primo bacio. Passò in fretta anche la settimane che mi divideva dal mio viaggio così mi ritrovai a visitare diversi aeroporti in compagnia di 2 ragazze, Siria e Asia, e 2 ragazzi, Lucas e Daniel.
Su ogni aereo che salivo mi sedevo vicino al finestrino con le mie cuffie infilate nelle orecchie e guardavo fuori.
 Riuscivo così ad ammirare mari, monti, laghi e soprattutto nuvole, ed erano proprio loro che mi facevano ricordare la mia città, la mia famiglia, i miei amici, che avevo lasciato ognuno al proprio futuro, e Alice. La mia domanda ora era se dovevo abbandonarmi tutto quello alle mie spalle oppure fare questo viaggio di 11 mesi e poi tornare alla mia vecchia vita? Cambiare il mio modo di vivere oppure rimanere attaccato a quello che mi aveva trasformato in quello che ero? Vivere nuove amicizie, nuovi amori oppure correre dietro il mio più grande sogno, ovvero correre dietro ad Alice evitando che lei si faccia una nuova vita ed evitando di essere noi i protagonisti di quel film di Ugo Parassan?  

La mia priorità ora era quella di liberare il mio cervello da tutto questo e pensarci in seguito al mio futuro, dovevo staccare la spina solo per 11 mesi poi nel momento giusto l’avrei riattaccata e solo allora avrei scoperto cosa fare della mia vita.

Anna

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